Ansia da Separazione nel Cane, ecco i rimedi!

L’ansia da separazione è la patologia comportamentale del cane più diffusa. Viene attribuita ad uno stato di ansia tale, da poter scaturire l’equivalente dell’attacco di panico in umana, questa condizione si verifica in assenza del proprietario, quando il cane viene lasciato solo.

Il cane in questione è un soggetto insicuro, con una bassa autostima incapace di raggiungere la sua autosufficienza psicofisica in maniera autonoma, questo perché abituato a dipendere esclusivamente dal suo padrone.

Molto spesso i cani che presentano questa patologia sono quelli che hanno instaurato con i proprietari esclusivamente rapporti affettivi in cui prevalgono principalmente cure fisiche e di attaccamento, una relazione di dipendenza fisica ed emotiva. Un esempio sono quei cani che non sono abituati ad essere lasciati soli, che dipendono dai padroni nelle scelte e nella risoluzione dei problemi quotidiani.

Un cane ha ansia da separazione quando presenta almeno tre sintomi tipici di questa patologia. I sintomi possono essere diversi, ed ora li descriveremo uno per uno.

Sintomi dell’Ansia da Separazione:

  • Eccessiva eccitazione al rientro del proprietario, il cane salta addosso al padrone per fare le feste, abbaia, salta mostrando una contentezza esagerata, a volte perdono anche le urine;
  • Distruttività, il cane in preda ad uno stato di forte stress distrugge in maniera casuale qualsiasi cosa abbia a tiro. La porta e la finestra sono gli oggetti presi più di mira perché sono quelli che impediscono l’uscita, il divano, il letto e le sedie e poi a seguire oggetti di ogni tipo;
  • Bisogni in casa, al rientro a casa il proprietario trova urina o feci, l’espulsione dei bisogni è legata in questo caso al forte stato di ansia;
  • Abbaio in assenza del proprietario, quest’ultimo si accorge del sintomo il più delle volte per le lamentele dei vicini di casa. l’abbaio viene usato dal cane per esprimere il forte disagio e per richiamare a se il padrone;
  • Lesioni dovute a leccamento o mordicchiamento, il forte stress porta il cane a lesionare se stesso, il “leccare” è uno dei strumenti usati dal cane per scaricare l’ansia. Solitamente quelle prese di mira sono le zampe, la saliva provoca l’ossidazione del pelo che cambia colore, nei casi più gravi si stacca;
  • Non beve, ne mangia in assenza del proprietario. Soddisfare i bisogni fisiologici della fame e della sete in questi momenti sono l’ultimo dei pensieri del cane. Inoltre il forte condizionamento da parte del proprietario impedisce al cane di mangiare e bere in tutta tranquillità perché non si sente sicuro di poterlo fare da solo.

Rimedi per l’Ansia da Separazione:

Se il vostro cane ha l’ansia da separazione, quindi riscontrate almeno tre sintomi sopra descritti occorre lavorare in primo luogo ripristinando la relazione cane-uomo. Il cane non è un bambino o un oggetto, ma un essere pensante in grado di ragionare ed occuparsi della propria vita in maniera autonoma. Problemi di questo tipo si hanno difatti anche perchè il cane non ha un ruolo gerarchico ben definito all’interno del branco, non sa cosa deve e non deve fare. Ristabilendo il proprio ruolo il cane acquisirà maggior sicurezza in se stesso.

Il cane deve poter far riferimento al proprietario, ma non dipendere da lui! Il rapporto deve basarsi sulla complicità, condividere attività nel pieno rispetto dell’altro.

Come detto precedentemente il più delle volte i cani con ansia da separazione hanno una bassa autostima, non credono in se stessi perchè non hanno mai avuto modo di superare le problematiche da soli, c’è sempre stato chi per loro ha elaborato e risolto tutto. Lo scopo dell’educatore in questo caso è quello di rimediare facendo si che il cane possa acquistare sicurezza e indipendenza, il cane deve poter pensare all’uscita di casa del proprietario: “ora se ne va, ma torna presto ed io saprò badare da solo a me stesso”.

Ora elencherò alcuni degli esercizi che il proprietario può fare a casa:

  1. Indifferenza all’uscita e al ritorno a casa, se il cane ci salta addosso non appena apriamo il portone di casa e ci fa le feste noi con indifferenza ci giriamo di schiena. Questo esercizio può sembrar semplice, ma non lo è affatto, chiunque accarezzerebbe il proprio cane in questo caso, ma dobbiamo farci forza ed ignorarlo! Non appena si calma possiamo fargli una coccola, ma solo una volta che si è azzerato l’atteggiamento di eccitazione da rientro;
  2. Giochi di attivazione mentale, servono al cane per far si che migliori la propria autostima. Si vendono nei negozi per animali. Il più delle volte il gioco consiste nel nascondere bocconcini di cibo all’interno del gioco. Il cane DA SOLO deve poter riuscire a prenderlo, importante è che l’attività finisca sempre con la riuscita dell’obbiettivo, così facendo il cane capirà che può procacciarsi il cibo da solo senza l’aiuto di nessun altro;
  3. Situazioni di scacco, creare situazioni in cui il cane deve poter riuscire a fare cose a lui nuove e che gli richiedano impegno e ragionamento al fine di raggiungere un obbiettivo. Ad esempio nascondete la sua pallina o il suo bocconcino preferito sotto un mobile, l’esercizio sta nel raggiungere l’obbiettivo di arrivare a prendere il premio senza l’aiuto di nessuno. Se inizialmente ha paura o non riesce potete aiutarlo avvicinandogliela, ma deve poterlo fare da solo. Se riesce dategli una bella carezza!
  4. Gestione delle risorse (cibo, uscite e premi), le regole si sa non fanno mai male, quindi far capire al cane che siamo noi a gestire il cibo, si mangia due volte al giorno ad orari fissi, se non dovesse toccare il cibo la mattina dopo un quarto d’ora si toglie la pappa e gliela risi propone la sera. Vedrete che se ha fame la mangerà. Questo esercizio ha lo scopo di far capire al cane che può star tranquillo e sicuro, non deve preoccuparsi del cibo perchè siamo noi a gestirlo. Stessa cosa vale per le uscite, ad orari stabiliti in maniera abitudinaria. Inoltre la gestione dei premi deve essere decisa da noi, non quando lo chiede il cane, premiare sempre il cane con una finalità. Ad es. se fa il”seduto” lo si premia.
  5. Tecnica dell’assenza presente, serve per far abituare gradualmente il cane alla nostra assenza. Questo esercizio si può applicare in cani che mangiano senza esitazione e consiste nel mettere la ciotola con il cibo sulla soglia di una porta, quando il cane comincerà a mangiare il proprietario andrà nell’altra stanza mantenendo il contatto visivo con il cane, se il cane smette di mangiare si toglie la ciotola. Superato bene questo step il passo successivo sarà socchiudere la porta fino a chiuderla gradualmente, si riaprirà quando il cane avrà finito di mangiare. Se il cane piange non si deve aprire la porta. Il cane si abituerà pian piano all’assenza del proprietario e che all’azione della sua assenza segue sempre quella del suo arrivo, quindi può star tranquillo.

Questi sono solo alcuni degli esercizi che potete fare per far fronte al problema dell’ansia da separazione. Naturalmente per risolvere al meglio il problema il nostro consiglio è sicuramente quello di contattare un educatore cinofilo!

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